Se volete sapere come sarà l'Italia berlusconiana, leggete con attenzione l'ultimo discorso di Montezemolo. Il quale invoca l'immediata applicazione del programma del Cavaliere, perfettamente in linea con le richieste della Confindustria. I padroni (quelli veri, che hanno realizzato in questi anni enormi profitti ma non li hanno investiti in ricerca e innovazione) vogliono il lavoro ridotto a pura merce nella loro piena e totale disponibilità: i lavoratori a basso costo, flessibili e da impiegare “giusto in tempo”, come le materie prime, i semilavorati, l'energia. Insomma il lavoro off/on, totalmente dipendente dal ciclo del capitale.
Per questo invocano un sindacato che non rompa, come dice Feltri. E se viene eliminato ancora meglio, altrimenti sia ridotto a un'agenzia di servizi, che uniformi il comportamento dei lavoratori alle esigenze di chi li ingaggia. Dovrebbe scomparire così la figura del lavoratore titolare di diritti, che tutela se stesso e la sua dignità attraverso la rappresentanza sindacale. Per far posto a un moderno servitore, che si presenta nudo sul mercato come Adamo nel paradiso terrestre, e la cui sorte dipende solo dal buon cuore del dominus. Avete in mente il bel film di Virzì.?
Gli americani, i quali sanno di cosa parlano, definiscono questa roba “dittatura del capitale”. E la dittatura del capitale è la fine della libertà. Perciò, contrariamente a ciò che pensano Berlusconi e Montezemolo (e anche qualcun altro), è necessario un sindacato vero, che tuteli efficacemente gli interessi dei lavoratori dipendenti, ossia della maggioranza degli italiani, a cominciare dai precari espropriati del futuro. Un sindacato liberato da ogni condizionamento esterno e ripulito dal domino delle burocrazie, espressione libera ed esclusiva di coloro che dovrebbero conferirgli un mandato revocabile: le lavoratrici e i lavoratori di questo Paese.

di Paolo Ciofi per Megachip.info 21 apr 08