Enrico BerlinguerLa rivoluzione elettronica: classe operaia e nuovi soggetti della trasformazione.
Berlinguer rivoluzionario innovatore.*
di Paolo Ciofi - Intendo esporre un preciso punto di vista, che si può sintetizzare così: Enrico Berlinguer, contrariamente agli sforzi da più parti profusi per farne un retrogrado e un passatista, è stato in realtà un rivoluzionario moderno e innovatore, come dimostrano in particolare le sue posizioni sulla rivoluzione elettronica, la terza rivoluzione industriale che ha aperto una nuova fase nella storia del capitalismo.
 
Rivoluzionario perché intendeva trasformare la società; moderno e innovatore perché ha lottato per un assetto sociale diverso dai modelli fino ad allora conosciuti e dominanti in Europa, quello del «socialismo realizzato» ad Est e quello socialdemocratico ad Ovest. E anche perché era consapevole che il Pci e il movimento operaio, se volevano assolvere alla loro funzione, erano chiamati a misurarsi non solo con l'offensiva politico-culturale del neoliberismo, ma anche con le profonde trasformazioni indotte da una rivoluzione tecnico-scientifica che cambiava il modo di produrre, di lavorare, di vivere. E quindi, insieme alla conformazione della classe operaia, l'intera dislocazione delle forze in campo, sia sul fronte del lavoro sia sul fronte del capitale.
 
Se questo aspetto strutturale è stato molto sottovalutato a sinistra e nello stesso Pci, per il segretario comunista assumeva invece un significato fondante. Giacché, di fronte alle contraddizioni emergenti nel modo di produzione capitalistico nel secolo passato, che oggi si presentano in forme ulteriormente aggravate, non bastava secondo il suo giudizio «introdurre qualche correzione marginale nell'assetto sociale esistente», ma occorreva favorire «con il lavoro e con la lotta la processuale fuoriuscita della società dall'assetto capitalistico» - sono sue parole - sempre più segnato da «masse crescenti di disoccupati, di inoccupati, di emarginati, di sfruttati», e dunque non solo da una crisi economica ma da veri e propri «fenomeni di barbarie» (226-27, 242). Un processo di fuoriuscita dall'assetto capitalistico, precisava Berlinguer, «che in Italia si può realizzare nell'ambito della Costituzione antifascista», secondo i principi di libertà e di uguaglianza, di giustizia sociale e di solidarietà in essa contenuti. Dove è evidente il nesso organico che si instaura tra sviluppo della democrazia e costruzione di un «nuovo socialismo», non più separati da muri e muraglie. (segue)
 
Paolo Ciofi
 
 
I numeri in parentesi, salvo diversa indicazione, si riferiscono ai testi contenuti nel volume Enrico Berlinguer, Un'altra idea del mondo, Antologia a cura di Paolo Ciofi e Guido Liguori, Editori Riuniti university press, 2014
 
*Relazione al convegno Centralità del lavoro e trasformazione della società nel pensiero di Enrico Berlinguer,Brescia 21 ottobre 2014".
 
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