blindato_in_fiamme_120La manifestazione di Roma, per ampiezza di partecipazione, rappresentatività sociale, ricchezza di contenuti, avrebbe sicuramente espresso, tra le manifestazioni che si sono svolte nel mondo, la più grande potenza partecipativa della democrazia, l'unica forza in grado di contrastare la dittatura dei "liberi mercati".

Aggredendo, assaltando, appiccando il fuoco, quelli che hanno organizzato la guerriglia urbana, di certo meno dell'uno per cento di coloro che sono scesi in piazza, hanno prodotto in una giornata simbolicamente decisiva lo stesso effetto che normalmente producono i "liberi mercati": l'esproprio della democrazia e dei diritti democratici, l'impossibilità per centinaia di migliaia di persone di far valere la loro volontà e i loro diritti.

Una scelta reazionaria, cui ha concorso la gestione "inadeguata" (diciamo così) dell'ordine pubblico, sul campo e in fase preventiva. Ho parlato con dei giovani carabinieri che con i loro blindati avevano chiuso via Cavour in un imbuto. C'era smarrimento, e a qualcuno non avevano detto neanche da che parte veniva il corteo: hanno governato il centro di Roma, via Cavour, via Labicana, Piazza S. Giovanni allo stesso modo con cui governano il Paese.

L'enorme potenziale democratico di cui l'Italia dispone, che a Roma il 15 ottobre è stato sequestrato, deve potersi liberamente esprimere per portare l'Italia fuori dalla crisi ed evitare derive reazionarie e di destra. E' una responsabilità che ricade sulla spalle di tutti: partiti, sindacati, movimenti. E dare rappresentanza politica, democratica e di sinistra, a una piazza articolata e plurale come quella di Roma è un compito quanto mai urgente e necessario.

Paolo Ciofi


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