Riformisti vecchi e nuovi

Luigi Di Maio

 E' ricomparso nelle edicole Il Riformista. Una vecchia
conoscenza che guarda al passato con una rilevante novità: l’invito al Pd di tornare al riformismo con un articolo a tutta pagina è infatti firmato indovinate un po’ da chi? Niente popo’di meno che da Fabrizio Cicchitto.

Prima piduista, poi berlusconista e adesso riformista l’ex esponente della sinistra socialista è la conferma personificata che «il riformismo è una parola malata». Sergio Cofferati dixit, che di riformismi se ne intende. Quello imbarazzante di Cicchitto, il quale a sua insaputa sotto Berlusconi evidentemente era entrato in clandestinità, può solo servire aconsolidare quanto di peggio c’è nel capitalismo.

 

Umbria rossa addio

Luigi Di Maio

La Stampa, giornale della famiglia De Benedetti, ha fatto una scoperta da fare invidia a Cristoforo Colombo. Con una ventina d’anni di ritardo si è accorta che la perdita dei voti dal Pci al Pd «viene da lontano». La ragione di fondo? «Anziché sostenere chi è alle prese con la crisi si è preferito ammiccare alle eccellenze industriali». E così, «addio a operai e contadini, è sparita l’Umbria rossa». Vero, ma precisato che definire la Fiat un’eccellenza industriale è un affronto, che dire di Carlo De Benedetti, padrone italiano naturalizzato svizzero, il quale si vantava di essere la tessera n.1 del Pd? Il fallimento delle classi dirigenti è stato clamoroso, con De Benedetti, la Repubblica e La Stampa in testa. Hanno spinto a tutto vapore per la formazione del Pd a loro immagine e somiglianza. E questo è il risultato: la rinascita e l’ascesa di Salvini.

nuvola rossa