Inquinamenti da capitale
La marea nera che sta sommergendo le coste dell'America e il piano lacrime e sangue imposto alla Grecia sono due eventi apparentemente molto distanti, senza alcun rapporto tra di loro. Cosa ci può essere di comune tra una catastrofe ambientale senza precedenti – come l'ha definita Barack Obama – e il disastro sociale che si annuncia in Grecia per evitare la bancarotta dello Stato? Apparentemente nulla. Eppure un legame c'è.
Al largo della Louisiana, la Bp, uno dei colossi mondiali dell'energia, ha costruito la piattaforma da cui fuoriescono migliaia di barili di petrolio al giorno escludendo misure di sicurezza preventiva in caso di catastrofe ambientale, e la Casa Bianca non è stata in grado di imporle.
Nel mar Egeo, la Standard & Poor's, una delle principali società di rating legate a doppio filo con i fondi speculativi (come si è visto nei casi Enron e Parmalat per non parlare dei subprime), decreta che le obbligazioni della Grecia sono spazzatura: di fronte al rischio default dello Stato, i titoli crollano e gli interessi sul debito aumentano, con gran beneficio degli speculatori internazionali.
Dunque, in entrambi i casi, comanda il capitale, e perciò l'interesse pubblico viene piegato a quello dell'oligarchia del denaro. E' la dittatura del capitale, che sta atrofizzando l'ambiente sociale e la natura del pianeta. Organizzare e chiamare alla lotta i lavoratori e tutti coloro che la subiscono è la sola via per contrastarla. Il resto è solo chiacchiera.