Guardi le liste dei due maggiori partiti, e subito ti accorgi che portano le stimmate del degrado della politica e di una crisi democratica, da cui sta fuoriuscendo con grandi doglie un'oligarchia del potere e del denaro. Il caso più clamoroso (e vergognoso) è quello di Ciarrapico, messo in lista da chi si è sempre rifiutato - anche da capo del governo - di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile, data fondante della Repubblica democratica e antifascista. Gran fascista e sperimentato bancarottiere il Ciarra, notato tra gli ospiti al congresso del Pd ed entusiasta estimatore di Goffredo Bettini. E' vero: fatta eccezione per qualche candidatura comunque del tutto minoritaria, mai le liste elettorali sono state così deboli e mediocri, con il risultato di generare un Parlamento a sua volta fragile e poco autorevole, certamente non rappresentativo di gran parte del Paese, della sua complessità sociale, delle sue vere potenzialità, che risiedono nella qualità del lavoro e dell'ingegno. leggi tutto
Conformato sul potere personale dei due principali leader politici, il Parlamento perderebbe del tutto il suo ruolo di istituzione centrale della rappresentanza, e sarebbe più facilmente dominato dai poteri forti della finanza e dell'economia.
E' l'effetto di una legge elettorale truffa che rende il voto una pura formalità, ma anche di una visione oligarchica e censuaria della politica concepita come puro esercizio del potere, secondo cui i candidati debbono corrispondere ad alcuni inderogabili criteri: l'obbedienza al capo, che dispensa "opportunità" (come alla signora Brambilla, o alla giovane Marianna Madia, che porterà in Parlamento la sua esibita incompetenza); l'intercambiabilità di figure-simbolo che diventano figurine acchiappa voti (il giovane, la donna, l'operaio, l'imprenditore...); la negazione del conflitto a tutti i livelli, dal conflitto tra le classi dichiarate estinte (cosicché si può sostenere senza pudore che Boccuzzi, Calearo e Berlusconi medesimo sono tutti "lavoratori" mentre ai lavoratori si sottraggono redditi e diritti) al conflitto d'interesse (che consente tramite la mano pubblica di accumulare enormi ricchezze private in nome del libero mercato). La morale è semplice: il duopolio politico, che può diventare addirittura un monopolio dopo il voto, deve essere spezzato. Anche per mantenere aperta la prospettiva di una sinistra nuova. Altrimenti, la democrazia della Repubblica fondata sul lavoro muore soffocata.
Liste oligarchiche di Paolo Ciofi per Megachip.info 12 mar 08