Questo libro è una ricerca di alcuni anni fa - la prima edizione risale al 2004 - sulle cause che hanno portato, secondo il giudizio equanime del Corriere della sera, alla «strepitosa rivincita del capitale». Si è trattato di una rivincita talmente strepitosa che... in pari tempo, per effetto delle contraddizioni venute drammaticamente alla luce dopo il disfacimento dell'Urss nella guerra fredda, ...ci ha precipitati in una crisi del capitalismo globale mai vista prima, non paragonabile a quella del 1929, giacché oggi sono in discussione il destino dell'uomo, la sopravvivenza stessa del pianeta.
Uno stato delle cose che in Italia, svalorizzato a tutto campo il lavoro come fondamento della Repubblica e principio costitutivo dell'uguaglianza e della libertà, ha spinto inesorabilmente il Paese verso il declino, in un pantano morale in cui affonda la democrazia, mentre la politica, separata dal lavoro e anzi usata contro i lavoratori, è stata privatizzata. Ossia soppressa come spazio pubblico e strumento collettivo per trasformare la società, e convertita in pura tecnica di gestione del consenso nelle mani di élites possidenti.
In questa condizione, fondamentali conquiste sociali e democratiche della seconda metà del Novecento sono state demolite, in Italia e in Europa. Perciò la questione del lavoro non può essere ricondotta nell'esclusivo ambito sindacale, né tantomeno considerata materia economico-corporativa da dare in appalto agli esperti, ma si presenta in tutta la sua grandiosa e drammatica complessità come la questione politica centrale della nostra epoca. Non basta il sindacato, non bastano i movimenti. E' necessario che i nuovi lavoratori del XXI secolo, manuali e intellettuali, si coalizzino politicamente per passare dalla difensiva all'offensiva, facendo valere i propri diritti e lottando per una società più giusta e libera, in cui essi stessi siano classe dirigente e uomo e ambiente si riconcilino a un livello superiore.
Tali sono, in estrema sintesi, il percorso e il punto d'approdo cui perviene l'indagine svolta in questo libro. La ricerca mi ha portato anche a individuare nella Costituzione della Repubblica il riferimento ideale su cui una coalizione del lavoro organizzata politicamente dovrebbe far leva in Italia per affermare i principi moderni di uguaglianza e di libertà, di solidarietà e di democrazia. La Costituzione, quindi, non come trincea da difendere, ma come programma da attuare nella lotta per aprire la strada a una diversa, più avanzata società.
Dal 2004 ad oggi i fatti nuovi sono stati molti. In presenza di una crisi che in forme diverse non cessa si sconvolgere il mondo, mi limito in questa sede a osservare che da noi il dottor Marchionne si è presentato in veste di miglior interprete della globalizzazione come dittatura del capitale su scala planetaria, scatenando un'offensiva senza precedenti contro i lavoratori. Ma mi preme soprattutto sottolineare che la risposta degli operai di Mirafiori e Pomigliano d'Arco, interpretata e diretta dalla Fiom, è stata forte e intelligente. Ha dato voce a un disagio assai diffuso, ha costruito un fronte largo di alleanze, ha cementato l'unità d'azione con gli studenti - i lavoratori di domani squalificati dalla controriforma dell'istruzione pubblica -, con i ricercatori, gli intellettuali. Ha reso in tal modo evidente la capacità coalizzante del lavoro, che chiede il rispetto dei diritti e al tempo stesso un assetto diverso dell'economia e della società. Un movimento forte, che però per essere vincente - ormai è chiaro, specialmente dopo le grandi mobilitazioni del 2002-2003 - ha bisogno di sfondare la muraglia cinese dell'isolamento politico.
Pur in presenza di rilevanti fatti nuovi, non ho creduto di dover apportare al testo aggiornamenti, integrazioni o aggiustamenti. Perché ritengo che così com'è, e per il momento in cui è stato scritto, il libro possa essere un documento utile a ricostruire passaggi critici, lacune ed errori che hanno portato i lavoratori alla subalternità e all'impotenza politica, e l'Italia all'impoverimento e a un declino che al momento sembra irreversibile. Un'analisi obiettiva e una discussione senza reticenze sulle cause che hanno generato la situazione attuale sono indispensabili per individuare il percorso adatto a risalire la china. Per questo un ringraziamento particolarmente sentito va ad Aldo Tortorella. Con la prefazione a questa nuova edizione non solo arricchisce e attualizza la mia ricerca. Soprattutto, fornisce elementi preziosi per una discussione aperta e per altre ricerche, che mi auguro possano crescere, e concorrere in tempi utili a significativi approdi politici.
Paolo Ciofi
Roma, marzo 2011