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Categoria: Ciofi, scritti e interventi

NO al pastrocchio costituzionale di Berlusconi & Calderoli, di Casini & Fini. Il 25 e 26 giugno si vota NO. E' lo strumento che abbiamo oggi per impedire la distruzione del patto di solidarietà e di coesione nazionale tra gli italiani, che la Costituzione del 1948 ha democraticamente disegnato dopo la rovina della dittatura fascista e della guerra. E' il primo passo che bisogna compiere per rilanciare, rinnovandoli, i grandi principi di uguaglianza e di libertà, da cui derivano i diritti costituzionalmente garantiti: uguaglianza come giustizia sociale, non come cancellazione dell'individualità; libertà come padronanza del proprio destino, non come assenza di regole. E' un percorso necessario per riqualificare e vivificare, nelle condizioni del nuovo secolo, il fondamento del lavoro. Senza di che non c'è uguaglianza né libertà, e la democrazia degrada nell'oligarchia.

Il sovversivismo berlusconiano è l'espressione più vistosa dell'attacco sistematico al lavoro come fondamento della Repubblica e ai diritti dei lavoratori. Un arretramento di portata storica, che vuole ripristinare una società fondata sul censo, il privilegio dei ricchi, l'egoismo sociale. Nella sua attività politica e di governo, il Cavaliere ha già sostituito il lavoratore cittadino, cardine della Costituzione, con la figura del proprietario appagato, la cui libertà consiste nel godimento senza limiti della propria ricchezza. E in nome della proprietà, e del godimento della propria libertà proprietaria, tenta di sovvertire l'ordine esistente. Ma quando vengono colpiti i diritti dei lavoratori - bisogna dirlo con nettezza e senza un filo di retorica - sono i fondamenti della Repubblica democratica a venir meno. NO al Referendum, dunque. E' una scelta obbligata. Ma anche una trincea, da cui muovere per una generale controffensiva culturale, sociale e politica. Per dare dignità di protagonisti, e diritti nuovi, agli uomini e alle donne che lavorano.