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Categoria: Ciofi, scritti e interventi

"Con la trasformazione della fabbrica fordista, nella quale si concentrano grandi masse di lavoratori, si appanna l'immediatezza e la visibilità del contrasto tra capitale e lavoro. Si scompone l'agglomerato operaio classico contestualmente alla scomposizione della tradizionale gerarchia di comando sul lavoro, e il rapporto di sfruttamento sembra dileguarsi nell'immaterialità del processo lavorativo, oltre che nella inafferrabilità di una proprietà distante e senza volto".
"Il rapporto di sfruttamento capitalistico si estende e si intensifica, si diversifica e si globalizza, ma in pari tempo i soggetti in esso coinvolti ne smarriscono il senso e la razionalità".
Nello stesso tempo a sinistra "è stato abbandonato l'approccio metodologico secondo cui il capitalismo 'non può esistere senza rivoluzionare di continuo gli strumenti di produzione, quindi i rapporti di produzione, quindi tutto l'insieme dei rapporti sociali', cosicché 'il continuo rivoluzionamento della produzione, l'incessante scuotimento di tutte le condizioni sociali, l'incertezza e il movimento eterni' costituiscono i caratteri salienti del capitalismo medesimo. Nell'intreccio di mutamenti oggettivi e soggettivi, che investono la materialità della produzione come la psicologia di massa, la sinistra ha perduto così una bussola di orientamento"

(da Il lavoro senza rappresentanza, pp. 43-44)