I meravigliosi risultati dei ballottaggi del 29 e 30 maggio ci dicono della possibilità di cambiare rotta nella vita del Paese. In Italia vi sono enormi risorse civili, una voglia di partecipazione alla vita pubblica, una critica alla crisi della politica e alla sua autoreferenzialità unita tuttavia alla convinzione costruttiva che un’alternativa alla devastazione prodotta dal governo della destra è possibile.
Il voto di Milano e Napoli e delle altre città medie e piccole in cui si si sono tenute le elezioni amministrative è stato anche una provvidenziale ancora di salvezza per la democrazia italiana. Non possiamo dimenticare come alla vigilia del voto si stessero concentrando una serie di attacchi alla magistratura, alla Presidenza della Repubblica, alla Costituzione. con un Parlamento mortificato e svilito dalla sistematica opera di corruzione perseguita dal presidente del Consiglio.
La fase politica che si apre dopo il voto deve, perciò, servire oltre che a costruire un’alternativa di governo alla destra anche a inaugurare una grande stagione di riforma del sistema politico fondato sulla partecipazione democratica dei cittadini e sull’attuazione piena della Costituzione.
Il declino di Berlusconi segna la fine non solo di una discutibile leadership politica, ma anche degli anni della cosiddetta Seconda Repubblica, a cui compito delle forze democratiche e fedeli alla Costituzione è far seguire una nuova stagione della democrazia nel nostro Paese.