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Il 7 luglio 2007, nella Protomoteca del Campidoglio a Roma si svolgerà l'assemblea congressuale dell’Ars.

"Una sinistra nuova nella crisi italiana" sarà il tema dell’assemblea che inizierà alle ore 9.30 e terminerà nel pomeriggio. Sul sito www.arsinistra.it è pubblicato una nota sulla funzione attuale dell'Associazione che insieme al documento di Orvieto, consultabile sullo stesso sito, costituisce la base della discussione congressuale

La VI Assemblea Congressuale dell’ARS
I motivi di un rinnovato impegno

La VI Assemblea congressuale dell’ARS si svolge sulla base del documento “Per una sinistra unita, per un nuovo socialismo”, approvato insieme ad altre Associazioni. A quel testo aggiungiamo ai fini della discussione queste note sulla funzione dell’ARS nella nuova realtà politica.

1) Una nuova speranza

Una nuova speranza si è aperta per il rinnovamento e l’unità della sinistra italiana, che sono e rimangono le ragioni costitutive dell’ARS. La formazione del movimento Sinistra democratica, da parte della sinistra Ds, il compimento del processo che porterà a metà giugno alla nascita della Sinistra europea, lo spirito unitario in cui si sono svolti i congressi del Pdci e dei Verdi indicano che l’obiettivo unitario sta guadagnando una sua centralità nel dibattito politico. Anche la conferma da parte dello Sdi del proprio profilo autonomo, è un segnale della volontà di ripresa della sinistra italiana.
Ma il tema dell’unità e del rinnovamento della sinistra è divenuto tanto più pressante dopo i risultati delle ultime elezioni amministrative. Esse hanno evidenziato fra gli elettori una sfiducia diffusa verso l’azione del  governo e gli orientamenti del nascente Partito democratico, ma hanno altresì dimostrato come non possa bastare, per porre riparo a questa sfiducia, una sinistra più radicale che rimanga però divisa e frammentata. Occorre invece un polo di sinistra che sia davvero unito, forte e sostanzialmente rinnovato così nei fondamenti come nella pratica politica. La crisi di quella che è stata chiamata “Seconda repubblica” non è infatti solo il riflesso di una più generale difficoltà delle attuali democrazie, ma è il risultato di scelte sbagliate. Anche per questo è necessaria la rinascita della sinistra.

2) Una utile attività

A determinare un clima nuovo non è stato unicamente lo slittamento verso il centro di quello che fu il maggiore partito della sinistra, a questo infatti ha corrisposto uno sconcerto e un vuoto che non necessariamente e meccanicamente crea nuovo spazio a sinistra, come mostra l’astensionismo della recente prova elettorale. La nascita del movimento Sinistra democratica, promosso dai compagni della sinistra Ds, ha, però, segnato uno scarto salutare, la possibilità di un reale sommovimento in una situazione da troppo tempo stagnante, uno stimolo al desiderio diffuso di unità e di autentica sinistra. Un desiderio che per altro non potrà trasformarsi in energia politica positiva, senza un lavoro teorico e pratico capace di mostrare come la sinistra sia ancora possibile non sulla base di qualche antica certezza, ma perché indispensabile a risolvere i problemi del presente e a costruire un futuro nuovo.
A questa attività ha concorso l’ARS fin da quando, nel 1998, nel momento di più aspra rottura tra le sinistre esistenti, iniziò il suo lavoro, motivato dalla consapevolezza che divisioni e lacerazioni nascevano per la difficoltà di costruire fondamenta nuove dopo la fine di una storia e il crollo dei vecchi edifici. Possiamo oggi constatare che i convincimenti espressi dalla nostra associazione e riassunti nei suoi documenti, hanno mostrato di nascere su analisi e ragioni non improvvisate, di reggere al confronto con la realtà, di aiutare tutti coloro che venivano rifiutando il cedimento alla idea della impossibilità di ogni proposito di trasformazione sociale. Molti di quei convincimenti sono oggi divenuti un pensiero largamente condiviso.
Una tappa nuova nel lavoro dell’ARS è stata segnata dall’incontro con altre associazioni che venivano svolgendo analoghe riflessioni e simile attività. E’ nato così il Forum delle associazioni per la sinistra che ha preso le mosse dal seminario di Orvieto del luglio 2006 promosso unitariamente con le associazioni “Uniti a sinistra” e “Rossoverde”, sulla base deldocumento comune per la sinistra unita e per un nuovo socialismo.

3) L’autonomia dell’ARS

Alcune delle Associazioni che aderiscono al Forum partecipano alla costruzione della Sinistra europea. Altre sono più vicine a movimento politico della Sinistra democratica. Noi proponiamo alla Assemblea congressuale di mantenere la posizione tradizionale della nostra associazione che è di autonomia rispetto alle forze politiche e che esclude una propria partecipazione elettorale, in quanto associazione. Proponiamo di confermare per l’adesione il criterio  che prevede la iscrizione individuale o di gruppo sia di chi non è iscritto ad alcun partito sia di chi è iscritto a uno qualsiasi dei partiti della sinistra italiana, se condivide le nostre posizioni e il nostro statuto. La funzione dell’ARS muterà radicalmente o cesserà quando la possibile unità della sinistra si sarà venuta formando. Ma per raggiungere questo obiettivo è necessaria ancora molta fatica teorica e pratica. L’entusiasmo che si è manifestato alla assemblea di costituzione del movimento della Sinistra democratica, nei congressi di partito e nelle assemblee quando si è sottolineato il bisogno di unità della sinistra può essere deluso, con le gravi conseguenze che sono ovvie, se il processo unitario si incagliasse. Gli ostacoli sono però assai numerosi. Sebbene sia vero che l’unità della sinistra non può essere la sommatoria dei partiti in campo e dei gruppi dirigenti che essi esprimono è egualmente vero che questi partiti e gruppi dirigenti possono esercitare una funzione importante nel promuovere o nel contrastare un processo unitario, come prova la realtà attuale, dovuta anche al fatto che si avverte un mutato atteggiamento delle forze di sinistra esistenti, anche in reazione alle scelte compiute dalla maggioranza dei Ds. Ciascuno dei gruppi dirigenti ha costruito, sulla base di opinioni e sensibilità esistenti una propria organizzazione, in diversità o in contrasto con le altre. Questa realtà può, e secondo noi deve, essere superata. L’obiettivo non può essere che quello di costruire, in prospettiva, un soggetto unitario, un partito, della sinistra. Ma per questo scopo una associazione autonoma che già esiste e che già ha esperimentato la sua funzione può essere utile.

4) I nostri compiti

Raccogliere e sostenere il bisogno di unità avvertito da chi mantiene o conquista un convincimento “di sinistra” è necessario ma non basta per promuovere la medesima unità. E’ possibile contribuire a generare un impegno comune, sulle questioni immediate che si pongono nel Paese e nelle attività di governo ad ogni livello, promuovendo iniziative che riguardino temi generali sociali, economici, istituzionali e questioni di ciascuna parte del Paese. Abbiamo perciò partecipato e partecipiamo alla costruzione di “Case della sinistra” proposta dal Forum delle associazioni e alle campagne che esse verranno promuovendo. Ci siamo altresì proposti di partecipare ai diversi movimenti che, sotto la parola d’ordine “un nuovo mondo è possibile”, vengono contrastando il pensiero unico liberista, il ritorno alla guerra per la soluzione delle controversie internazionali, la offesa ai diritti e alle libertà dei popoli e dei singoli. Contemporaneamente intendiamo contribuire a proporre ad un rilancio del dibattito unitario e della ricerca sulle dinamiche della realtà sociale, attenti all’esigenza di liberare la sinistra da ogni tentazione unicamente propagandistica, indirizzando invece tutte le energie alla definizione di un progetto comune della sinistra. E’ questo un compito che può essere assolto tanto più facilmente da una associazione, che non è tenuta ad alcun pregiudizio favorevole alla propria parte ed è più libera e credibile nello sforzo teso a valorizzare tutte le competenze e favorire una discussione il più possibile oggettiva sulle questioni di fatto e di principio che maggiormente hanno diviso e dividono la sinistra. Ci aiuta in questo lavoro il documento unitario di Orvieto, che chiede esso stesso di essere discusso nelle sue parti per cercare una piattaforma unitaria di principio. Il rispetto delle diversità esistenti non può significare che non vi siano dei principi comuni e dei valori condivisi, delle regole che si stabilisce di rispettare.

5) La discussione sulle regole

La attenzione va posta particolarmente sulle regole. Anche quando si riesce a concepire un comune programma e un comune progetto vi è a sinistra non meno – e forse più – che a destra una contesa ininterrotta tra gruppi e persone, per il timore del sopravanzare dell’altro, per il convincimento delle proprie ragioni come assolute, quando non per motivazioni di potere, per quanto piccolo o infimo possa essere. Il modo essenziale per cercare di superare i contrasti  in forma il più possibile stabile è -ovviamente-il libero confronto tra posizioni che diversamente interpretano sentimenti e interessi e cercano i indicare mete ragionevoli e percorsi possibili. Una parte decisiva di questo confronto riguarda – deve riguardare – il modo di essere di una nuova sinistra e cioè la sua concezione della politica che significa anche concezione delle regole per sé e per il sistema politico. Regole che siano tali da indicare e promuovere il rinnovamento radicale della pratica politica oggi dominante e a sviluppare una partecipazione e un controllo “dal basso” di questo rinnovamento..
Molta parte del discredito della politica in quanto tale viene a sinistra dalla perdita di autorevolezza dovuta, oltre che ai fallimenti e agli errori recenti, alla incoerenza o alla contraddittorietà tra enunciazione e pratica. Forte è la incertezza nel determinare un criterio di selezione se non si accetta quello che a destra  esiste ed è condiviso anche oltre i suoi confini e cioè il criterio della ricchezza e del successo come discrimine per il gruppo dirigente della società.
Alla costruzione di un gruppo dirigente della sinistra fondato sulla capacità, sul merito, su comportamenti coerenti con le enunciazioni ideali e politiche si è venuta sostituendo una rete che accomuna interessi di ceto molto più ampia che in passato, una rete che dà potere in cambio di favori. Quanto più questi interessi di ceto si diffondono, tanto più viene percepito come indebito controllo la partecipazione effettiva alle scelte e come indebita concorrenza il sorgere di energie nuove. D’altra parte, è illusorio, se non demagogico, ritenere che il lavoro volontario nella politica – compresa quella che ha come mira la conduzione e la trasformazione della società – non debba accompagnare al lavoro volontario anche elementi di professionalità. La questione è quella del rapporto tra rappresentati e rappresentanti, cioè quella del legame da stabilire tra chi assume funzioni dirigenti e chi ha investito la sua fiducia o ha contribuito ad affidargli la funzione pubblica. La discussione sulle regole non può essere sostituita dalla pura e semplice constatazione che bisogna mettere insieme quello che c’è, sulla base della regola che ciascuno s’è data. Ciò vale indubbiamente come criterio immediato per  l’alleanza tra sinistre. Ma per la prospettiva di una costruzione comune occorrerà un principio regolatore capace di tenere insieme libertà e capacità unitaria. Anche a questo fine è utile una associazione che può portare, in questa discussione, il punto di vista di chi sente solo il bisogno di una ricerca spassionata. Trovare le regole che rendano più difficile il riproporsi della questione morale è una esigenza primaria.

6) Per un rinnovamento anche dell’ARS

La novità della situazione e l’esperienza quasi decennale consigliano anche all’ARS un proprio rinnovamento funzionale. L’autonomia delle associazioni locali ha avuto risultati tra di loro differenti, a seconda dei progetti luogo per luogo messi in campo, dell’impegno, tutto volontario, posto in essere. In alcuni casi l’Associazione ha svolto un ruolo rilevante, in altri meno. In qualche caso l’autonomia ha significato intenti diversi da quelli assunti accettando il nome e le caratteristiche associative. Questa esperienza consiglia di concepire in modo meno disorganico la coesione fra le varie esperienze. Nel fervore delle iniziative attuali, l’associazione deve proporsi di assolvere la funzione per cui è sorta: rinnovare le idee che guidano le pratiche stesse della sinistra. Per la unificazione di questo ruolo è bene concepire le adesioni come partecipazione all’organizzazione nazionale e a nuclei regionali di coordinamento.
L’associazione ha vissuto con mezzi poverissimi, quasi inesistenti. Le contribuzioni sono troppo poche. La prova della validità di un proposito associativo è anche nella capacità di autofinanziarsi. Coloro che ritengono utile il lavoro dell’ARS debbono anche sentire l’obbligo di sorreggerla secondo le proprie possibilità. Ciò consentirà anche il riordino e un certo sviluppo degli strumenti almeno della comunicazione interna (il sito internet, la newsletter) con l’obiettivo di sollecitare lo scambio di esperienze e  di pareri particolarmente in una fase di movimento come appare quella attuale. Per attuare il rinnovamento associativo sarà opportuna anche qualche modifica statutaria.