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Sergio Marchionne conquista il primato riesce a mettere in cig tutta Mirafiori
Per la prima volta vanno in cassa tutti i 5.400 impiegati di Torino, mentre sale la tensione a Termini Imerese, dove 300 operai bloccano l'autostrada contro la dismissione. Preoccupati anche a Cassino
La Fiat lascia a casa per la prima volta tutti i 5.400 impiegati di Mirafiori, mentre sale la tensione a Termini Imerese, dove circa 300 operai della ex fabbrica del Lingotto bloccano l'autostrada Palermo-Catania. Sono preoccupati anche i lavoratori dello stabilimento di Cassino, che sollecitano nuovi modelli. I sindacati chiedono la conferma degli investimenti e annunciano un incontro con i vertici Fiat a giugno. In Sicilia la situazione e' sempre piu' difficile. Un nuovo tavolo e' convocato al ministero dello Sviluppo economico per lunedi' 4 giugno con Fiat, Dr Motor, sindacati, Regione Sicilia e ministero del Lavoro ''Dopo ben 19 giorni di lotta - afferma il sindaco Salvatore Burrafato - la mobilitazione dei lavoratori della Fiat e dell'indotto ha portato finalmente il ministro Passera ad occuparsi direttamente di Termini Imerese. Sono molto preoccupato, e' una citta' che rischia di esplodere''. Il ministro Corrado Passera rassicura: ''dobbiamo trovare una soluzione solida in cui i soldi pubblici vengano impiegati al meglio. Se il piano di Dr Motors puo' essere realizzato daremo il massimo appoggio. Abbiamo dato 15 giorni a Dr per confermare o meno la loro capacita' e disponibilita' ad attuare l'impegno preso. Il giorno dopo e' stato convocato il tavolo. Se la risposta arrivera' prima anticiperemo l'incontro''. Per il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ''una soluzione al problema dello stabilimento siciliano deve venire dal governo e da Fiat. Il sindacato non accettera' mai che Fiat possa semplicemente chiudere e licenziare''. Le difficolta' del mercato dell'auto e il calo delle vendite Fiat cominciano ad avere contraccolpi in tutti gli stabilimenti italiani. A Mirafiori per la prima volta tutti i colletti bianchi andranno in cassa integrazione sei giorni: 14, 15 e 21 giugno, 12, 13 e 19 luglio. Altri erano già programmati per il 22 giugno e il 20 luglio quando lo stabilimento torinese restera' chiuso utilizzando i permessi personali dei lavoratori.
''E' una pessima notizia: vuol dire che anche a livello della testa di Fiat ci sono forti problemi'', commenta Edi Lazzi, responsabile V lega Fiom. "I timori sull'indebolimento dell'azienda e il disimpegno dal Paese cominciano drammaticamente ad assumere una forma concreta. Ci auguriamo che la citta', le istituzioni e le forze sociali non voltino ancora lo sguardo da altre parti minimizzando cio' che sta accadendo". Crescono i timori anche a Cassino, da dove escono circa 220 mila auto all'anno a fronte delle 400.000 previste. "Abbiamo firmato a dicembre un contratto aziendale - afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - e l'ad di Fiat Sergio Marchionne ora deve mantenere la promessa comunicando gli investimenti che si vogliono fare per le diverse fabbriche italiane e, in particolare, per quella di Piedimonte San Germano dicendo quale nuova vettura si vuole produrre per invertire la tendenza, che adesso è piuttosto critica, allo scopo di mettere fine cosi' alla lunga scia di cassa integrazione". A Piazza Affari ultima giornata per la negoziazione delle azioni privilegiate e di risparmio che da lunedi' saranno tutte convertite in ordinarie. Fiat guadagna lo 0,72% e Fiat Industrial lascia il 2,89 per cento.
da ilmanifesto.it, 19 mag 2012