Dalla parte del lavoro

 

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Occupazione e salari

I dati dimostrano che nella distribuzione del reddito, rispetto ai profitti, la quota dei salari ha raggiunto in Europa il minimo storico: nella seconda metà degli anni settanta era più del 75 per cento, ha toccato il 70 per cento negli anni ottanta, è scesa sotto il 70 per cento alla fine degli anni novanta.

 

Da “Il lavoro senza rappresentanza”.

 Tendenze in Europa.

... Inoltre, la disoccupazione è addirittura raddoppiata tra il 1975 e il 1999. Sono tendenze che si manifestano indipendentemente dalla presenza di governi di centro-sinistra o di centro-destra: in ogni caso, i due dati messi insieme appaiono come una dimostrazione empirica dell’inconsistenza della teoria secondo cui per far crescere l’occupazione bisogna contenere i salari.(46)

 

Tendenze in Italia.

            Il professor Nicola Rossi conferma che tra il 1992 e il 2000 “ai lavoratori dipendenti non è andato pressoché nulla dei pur cospicui aumenti di produttività registrati dall’economia italiana”. “Se la torta è cresciuta, in altre parole, i lavoratori italiani non se ne sono accorti”.(48)

            L’incremento dell’occupazione negli ultimi anni (+315 mila unità nel 2002) non deve far dimenticare che il tasso di disoccupazione, oscillante intorno al tre per cento negli anni sessanta, è venuto ad attestarsi vicino al 10 per cento nei tempi recenti (19 per cento nel Mezzogiorno, con un peso preponderante, come si sa, delle donne e dei giovani), cioè è aumentato di tre volte e più nel lungo periodo: ormai la disoccupazione si configura come una componente organica del sistema. D’altra parte, se consideriamo il tasso di occupazione, esso è tra i più bassi d’Europa: 54,5 per cento nel 2002, contro il 63,9 per cento della media Ue. (49)

 

la numerazione fra parentesi si riferisce alle corrispondenti pagine del libro