Fascista uccide senegale a Firenze
Fascista a Firenze uccide due immigrati senegalesi
Si chiamava Gianluca Casseri, era un estremista di destra, scrittore, recensito anche dal Tempo a paragone con Eco. Oggi ha ammazzato tre senegalesi ferendone altri tre a Firenze. Poi si è sparato un colpo alla gola. Napolitano: "Ripudio di ogni sentimento xenofobo". Si sa ormai quasi tutto della pazza sparatoria che si è verificata intorno alle 13 a piazza Dalmazia, Firenze. A finire sotto i colpi di pistola di Gianluca Cassari - che a sua volta si è ucciso - due ragazzi senegalesi che lavoravano come venditori ambulanti nella piazza che si trova nell'immediata periferia di Firenze. Altri tre senegalesi sono rimasti feriti. leggi tutto
Non è un "folle" qualunque Gianluca Casseri. Il suo identikit politico è chiarissimo. Aveva fondato la rivista 'La Soglia' (qui pubblicizzata), ed era membro dell'associazione culturale 'La Runa'. Simpatizzava con CasaPound. Amava i fumetti e i film di fantascienza, e i libri di Lovecraft (così si descriveva). Nel suo saggio «I protocolli del Savio di Alessandria» rilancia la teoria antisemita del complotto mondiale degli ebrei, e le tesi negazioniste sull'Olocausto. Tra le altre sue passioni letterarie, Nietzsche, Jung e Evola. Ha anche scritto un libro, 'La Chiave del Caos', in cui le solite tematiche negazioniste e razziste si intrecciano con esoterismo e magia. E che non era passato inosservato, visto che Rulli è un autore abbastanza accreditato nell'ambiente, tanto da essere finito anche in una recensione del Tempo.
Seguendo le tracce di Casseri on line si scopre d'altronde un mondo dell'orrore. Le sue teorie su come i Protocolli dei Savi di Sion darebbero "narrazione di anticipazione", e avrebbero descritto tutto ciò che è poi accaduto con la globalizzazione e la vittoria del capitalismo si può leggere in un articolo - che dimostra la preparazione-ossessione in merito di Casseri - in un sito che si chiama olo-truffa. E quell'"olo" richiama moltissimo la parola olocausto e dove d'altronde si vede la stella di Davide barrata, e articoli razzisti e antisemiti come "L'industria dell'olocausto in pillole".
La reazione della comunità senegalese è stata immediata, sono ovviamente scioccati: una manifestazione si è svolta in piazza del Duomo, alcuni rappresentanti sono stati accolti da prefetto e questore.E' già previsto per domani un presidio e per sabato una manifestazione che partirà da piazza Dalmazia
La sparatoria è avvenuta mentre la piazza era piena. L'uomo è sceso dalla sua auto e ha puntato la pistola contro gli immigrati. Era lucido nel suo obiettivo, tanto che quando l'edicolante della piazza coraggiosamente si è avvicinato cercando di disarmarlo gli ha detto: "Scanzati, o faccio fuori anche te". Dunque Casseri voleva uccidere, sì, ma immigrati. I minuti che sono seguiti alla sparatoria, come è evidente, sono stati concitatissimi. L'uomo è ripartito sulla sua auto, si è diretto verso la zona di San Lorenzo e lì ha di nuovo sparato ferendo altri tre senegalesi che sono in una situazione gravissima, con prognosi riservata. A quel punto la polizia aveva identificato l'auto. A quanto pare gli agenti si sarebbero avvicinati mentre l'uomo stava per riprendere la macchina, lui avrebbe afferrato la pistola, un agente avrebbe fatto fuoco e a quel punto Casseri avrebbe deciso di puntarsi la pistola alla gola.
Questa la dinamica, che ovviamente dovrà essere chiarita in tutti i suoi particolari. Quel che è certo è che il neonazista voleva compiere una qualche "missione" e ha ammazzato due persone, ferendone gravemente altre tre. Casa Pound italia prende le distanze dal gesto: "Non chiediamo la patente di sanità mentale a chi frequenta le nostre sedi", scrivono in un comunicato spiegando che Casseri frequentava quella di Pistoia. Ma nessun passo indietro circa il ruolo che l'ideologia di estrema destra sostenuta da Casa pound possa aver giocato nella mente di un instabile. Anzi, CPI sottolinea che "Nel dna di CasaPound Italia la xenofobia non è contemplata, così come non ha luogo di esistere la violenza discriminatoria, tanto che mai a nessuno di noi è stata contestata una qualche aggravante per motivi razziali, etnici o religiosi", diffidando chiunque metta in relazione l'attività politica di Casa pound con la strage di Firenze.
Sono in molti comunque a mettere in relazione, invece, chi fomenta odio e risentimento nei confronti dei "non italiani" e il movente di Casseri. "Prima il pogrom a Torino, ora la strage di Firenze. Un'Italia razzista e fascista ha seminato odio. Ora raccoglie germogli di sangue", ha detto Nichi Vendola. "La xenofobia, l'antisemitismo, il razzismo sia quello più becero che quello benpensante - ha aggiunto - non sono figlie della follia individuale ma la semina malvagia di cattiva politica e disvalori". "Auspico che la mente ed il cuore di ciascuno in questa città siano liberati dagli spettri del razzismo e dell'odio etnico. Firenze ritrovi la sua vocazione di città dell'accoglienza e del dialogo. Ogni manifestazione di odio sia prontamente ricacciata dalla coscienza dei fiorentini", ha detto l'arrcivesco di Firenze Betori. Di "sicurezza per gli immigrati" ha parlato il neo ministro alla cooperazione Riccardi che nel suo impegno con la comunità di Sant'Egidio ha conosciuto da vicino gli immigrati italiani: "La tragedia di Firenze mi preoccupa molto, c'è sicuramente una rete di odio, ma c'è qualcosa di più. Dobbiamo essere estremamente attenti e dare sicurezza a questi immigrati, a questi cittadini senegalesi. Conosco la comunià senegalese in Italia - ha detto Riccardi - E' una comunià laboriosa e pacifica. Pensiamo alle famiglie, agli amici dei senegalesi uccisi e feriti e alla paura che ora si diffonderà in tanti ambienti, a Firenze e altrove».
Sul gravissimo episodio è intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si è fatto interprete del "diffuso sentimento di ripudio di ogni predicazione e manifestazione di violenza razzista e xenofoba. È sempre più urgente - ha sottolineato - l'impegno di tutte le Autorità politiche e della società civile per contrastare sul nascere ogni forma di intolleranza e riaffermare la tradizione di apertura e di solidarietà del nostro paese".
da il manifesto.it 14 dic 2011